La coliglicina sierica (coliglicina, CG) è uno degli acidi biliari legati, costituito dall’unione di acido colico e glicina; all’interno delle cellule epatiche, il colesterolo viene trasformato in acido biliare primario attraverso una reazione enzimatica estremamente complessa. Tra questi figurano l’acido colico (CA) e l’acido chenodesossicolico (CD-CA). Nel nucleo steroideo dell’acido colico sono presenti tre gruppi idrossilici (C3, C7, C12); i gruppi idrossilici all’estremità delle catene laterali formano legami peptidici con la glicina; il peso molecolare è di 462 u[1]
In circostanze normali, il contenuto di acido colico nel sangue periferico è molto basso; sia a digiuno che dopo i pasti, la concentrazione sierica di CG rimane stabile a un livello basso in un adulto sano. Quando le cellule epatiche sono danneggiate, la loro capacità di assorbire il CG diminuisce, causando un aumento del contenuto di CG nel siero; in caso di stasi biliare, l’escrezione degli acidi biliari da parte del fegato risulta compromessa e il contenuto di CG nel sangue circolante di ritorno aumenta, determinando anch’esso un aumento del contenuto di CG nel sangue [1]
Sindrome da colestasi in gravidanza (ICP): attualmente, l’indice riconosciuto per l’ICP è rappresentato dai valori di CG, la cui sensibilità è molto superiore a quella del TBA; pertanto, nella pratica clinica attuale, il TBA non può in alcun modo sostituire il CG.
Sensibilità
Per quanto riguarda la sensibilità dell’analisi, il tasso di variazione dell’assorbanza (△A/min) deve essere superiore a 0,0500 a una concentrazione del campione di 10 mg/L.
Interferenze
Analiti
Concentrazione
Bilirubina
40 mg/dl
Emoglobina
500 mg/dl
Intralipid
250 mg/dl
RF
400 IU/ml
Linearità
La linearità è compresa tra 2,5 e 80 mg/L
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