Un settore di importanza rilevante, per il quale è ragionevole prevedere uno sviluppo significativo nei prossimi anni, è quello della terapia con radionuclidi.
Attualmente, solamente radionuclidi che emettono particelle β‐, come I‐131, Y‐90, Sr‐90, Re‐188, Re‐186, Sm‐153 e Lu177,
sono impiegate nella pratica clinica e nella ricerca di nuovi agenti terapeutici poiché la loro produzione può essere realizzata attraverso l'impiego di reattori nucleari
convenzionali.
Tuttavia, occorre notare che alcuni radionuclidi β‐ emettitori, come Cu‐67, che è studiato già da moltI anni ed ha mostrato un'elevata efficacia terapeutica,
possono essere difficilmente ottenuti utilizzando metodi convenzionale, e richiedono l'impiego di ciclotroni di media od alta energia per essere prodotti in
quantità adeguate per applicazioni mediche
A ciò va aggiunta la categoria di quei radionuclidi che decadono per mezzo dell'emissione di particelle α.
Questi radioisotopi rappresentano un'importante alternativa proprio per le peculiari proprietà fisiche della particella α, che ne fanno uno
strumento particolarmente adatto per indurre un deciso effetto terapeutico sui tessuti malati.
Fra i radioelementi α emettitori che hanno mostrato le caratteristiche più interessanti At‐211 occupa un posto di rilievo.